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Poesia "INVICTUS" dal film Invictus.

 
Dal profondo della notte che mi avvolge buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro, ringrazio qualunque dio esista per l'indomabile anima mia. Nella feroce morsa delle circostanze non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia. Sotto i colpi d'ascia della sorte il mio capo è sanguinante, ma indomito. Oltre questo luogo di collera e lacrime incombe solo l'Orrore delle ombre eppure la minaccia degli anni mi trova, e mi troverà, senza paura. Non importa quanto sia stretta la porta, quanto piena di castighi la vita. Io sono il padrone del mio destino: io sono il capitano della mia anima.
 
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...ma nulla poterono prosecco e soppresse!

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Dal sito www.minirugby.it

Domenica 25 aprile in una giornata finalmente soleggiata (dopo mesi di intemperie in tutte le forme conosciute dalla meteorologia) si è svolto il rinomato torneo di Valsugana, Valsu per gli amici.
Esordiamo subito col dire che noi vicentini non ci saremmo mai aspettati una debacle così cocente. Il team si era preparato da mesi; abbiamo studiato le edizioni precedenti e valutato bene le lezioni derivanti dall’esperienza; ad ognuno è stato assegnato il ruolo che sa svolgere al meglio, le tattiche sono state studiate a tavolino, non è stato trascurato il minimo dettaglio; eppure ….
Che la giornata si preannunciasse difficile lo si è visto da subito. Gli avversari dimostrano di saper occupare il campo e non aver lasciato nulla all’improvvisazione. Noi andiamo in affanno già dalle prime battute mancando di coordinazione e faticando a presidiare gli spazi.
Tuttavia ci crediamo e recuperiamo in fretta. Non si possono buttare al vento mesi di preparazione e dunque sotto, schierati, formazione, all’attacco.
E qui la tremenda sorpresa: dal nulla ti sbuca la compagine senese e senza frapporre indugio ci travolge con un’esperienza ed una professionalità che mai ci saremmo potuti aspettare. 

Noi proviamo a giocarcela ma di fronte ad un tavolone da sagra di paese coperto da una porchetta arrosto industriale, pecorini, fusti di vino alla spina ed ogni ben di Dio che Lucullo potesse immaginare,  non c’è niente da fare. Proviamo a reagire con orgoglio e sfoderiamo prosecco a soppresse, ma oramai lo svantaggio è tale che possiamo solo segnare il punto della bandiera.
Come sempre il migliore ha vinto e non ci resta che unirci al degno avversario per i festeggiamenti, anche perché degli strani omini vestiti tutti uguali in biancorosso ci cacciano dal gazebo e ne reclamano il possesso. Dall’aspetto e dall’atteggiamento siamo indotti a miti consigli e quindi cediamo terreno (e la nostra porchetta che finisce impietosamente affettata da un minirugbista dotato di insospettabile abilità).
Per quanto poi riguarda l’aspetto minore del torneo , ossia quei piccoli assatanati che si sono azzuffati nella calura e nella polvere, poco di nuovo da segnalare. Come sempre hanno tutti dato il meglio, hanno spinto, sgomitato, segnato e si sono difesi con grinta ed orgoglio. I “micetti furiosi” hanno portato a casa un meritato terzo posto col rimpianto di aver sfiorato il grande risultato.
I dovuti complimenti ai padroni di casa e a tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione. E’ doveroso segnalare che, come sempre, l’angolo “colesterolo” si è rivelato all’altezza delle tradizioni.
Un ultimo avviso agli amici padovani e ai loro brindisi consolatori: se capita che mi ferma la stradale e mi fa l’alcol test, non solo i bocie me li portate a scuola voialtri, ma me compagné anca in ufficio!

Michele F. (Amatori Rugby Vicenza)